Proprio in questi giorni partirà l'annuale parata di maschere, clown ed imbonitori che una volta l'anno coinvolge l'Italia, volenti o nolenti. No, non parlo di Sanremo, bensì di Carnevale, quella simpatica festa dove ci si traveste, si fanno scherzi e si mangiano dolci. In pratica -e mi rivolgo ai più giovani-, quello che già avevamo in casa prima che iniziassero a romperci i maglioni con Halloween e “dolcetto o scherzetto” (a cui aggiungo una terza possibilità, a chi oserà farmelo in futuro: “sotto casa tua con una mazza ferrata t'aspetto”).
Ora, ogni anno assistiamo sempre alle solite maschere: non venitemi a dire che I bambini sono pieni di fantasia, perchè per me vedere un'onda di fate turchine e witch da una parte e di tartarughe ninja e pirati dall'altra ogni anno mi sa di tanto innovativo quanto i fondoschiena poggiati sulle poltrone del nostro Parlamento. Piuttosto diciamo le cose come stanno: siamo un popolo di pigri, abitudinari e dalla memoria corta al punto ci piace che i nostri figli continuino la tradizione. E via, allora, di mini Jack Sparrow e Trilline in giro perle città italiane a fiotti, che se Lapo Elkann se li trovasse sotto casa avrebbe seri dubbi sull'affermare di avere smesso di pippare.
So di avervi aperto gli occhi e che, se avete figli, vi starete vergognando di aver vestito così i vostri piccoli, ma voi non siete Fabrizio Corona, ed avete ancora una possibilità per redimervi: se leggerete attentamente le prossime righe, potreste trovare interessanti spunti per mascherare i vostri bimbi (e perchè no, anche voi stessi) ispirandovi ai personaggi più cool del momento. Leggete bene: “cool”, alla moda. Tranquilli, Malgioglio non lo tiro fuori dal cilindro, abbiate fede.
Consiglio numero uno: il cavaliere abbronzato. Per indossare questa maschera, serve qualche mese di anticipo, giusto il tempo per prenotare delle sedute in un centro estetico ed ottenere il colorito necessario che risalti appieno col completo “pantaloni di flanella + camicia sbottonata+ bandana bianchi” che vi sarete procurati rigorosamente durante uno dei vostri incontri con un capo di governo straniero. Da non dimenticare I rigorosi tacchi a spillo (rinunciate a questa maschera se siete alti più di un metro e 60: non sareste credibili). Importante, se volete che la gente rimanga di stucco nel vedervi, è il farvi circondare da amici poco raccomandabili e giornalisti ossequiosi nei vostri confronti, avere un manipolo di gnocche da passarvi tra le mani come fisches (non importa che siano intelligenti: le ministre possono permettersi questo lusso) ed una serie di battute memorabili ed anche offensive al punto giusto -ovvero offensive e basta-. Sì, a sentirvi parlare rimarranno tutti di stucco.
Consiglio numero due: la concorrente ex scioperante. Prendete una buona causa su cui battere chiodo (un posto di lavoro a rischio, dei tagli alle spese pubbliche, ma anche la cancellazione di “Vivere” o l'introduzione dei gratta e vinci da 5 euro), e protestate finchè i media non si accorgano di voi. A quel punto, buttate via la corda che avevate precedentemente indossato al collo come simpatico accessorio ed iniziate ad esprimere vagamente il vostro interesse per il mondo dello spettacolo. Attenzione: non si deve notare che calcare il palcoscenico del Bagaglino in tanga seguendo la coreografia dell'ultimo brano di Pamela Prati sia sempre stato il vostro sogno, lasciate che siano gli altri a dirvi come sareste bene come opinionisti sulla cadute delle foglie in autunno e sul caldo d'estate. Ecco, a quel punto dovreste essere pronti per far parte di un reality e, se avrete giocato bene le vostre carte, la vostra maschera di protestante socialmente coinvolta aderirà così perfettamente alla vostra pelle che nessuno si accorgerà di cosa siete realmente.
Consiglio numero tre: il ficcanaso nerd. Adatto a chi lavora tanto ed ha poco tempo per impegnarsi in travestimenti elaborati. Allora: prendete un computer, andate su Facebook, iscrivetevi, fate amicizia con più persone possibili, iscrivetevi ai gruppi più strani (“amici della porchetta” e “fan dei vetri oscuranti” possono andare bene) e pubblicate qualche foto di voi mentre vi ubriacate ad una festa dei coscritti o mentre siete orgogliosamente a pesca sul fiume Po in secca. F-fatto? Bene. Ora iniziate a leggere gli status degli altri, sbirciate i gruppi a cui appartengono, le info e spulciate ogni possibile album esistente nelle loro schede. Ora siete pronti per a) fare della gradevole conversazione su come abbia potuto il vostro cugino di terzo grado scrivere un giorno che stava al verde ed un altro che quei 50 eurazzi spesi al sushi ne valevano davvero la pena; b) indicare ad un'eventuale festa chiunque abbia dato il meglio di sè in circostanze non proprio sobrie; c) sputtanare ogni cosa si muova nell'arco di 50 metri in quanto “ho visto cosa hai messo su Facebook!”. La controindicazione di questa maschera sta nel rischio di passare, a lungo andare, per un fancazzista che oltre che migliorare il proprio punteggio a Geo Challenge e inviare grappe in dono ai propri amici nella sua vita combina poco. Ma volete mettere col figurone che farete con gli amici?
Consiglio numero quattro: il moralizzatore. Vi riempirà d'orgoglio travestirvi così. Basta che iniziate ad indignarvi su qualsiasi cosa “amorale” vediate in giro: una madre allatta un bambino e fa intravedere un capezzolo? Osceno!
Tra amici a qualcuno scappa una parolaccia e gli altri si mettono a ridere? Il primo passo verso la droga e la perdizione!
Venite a conoscenza di gente che ruba per avere qualcosa da mettere sotto ai denti? Devono essere consegnati alla giustizia, così che venga sfamata la vostra di fame, la fame di senso civico!
Due ragazzi si baciano? Salutate I vostri cari: è giunta l'apocalisse.
Questa maschera metterà particolarmente in risalto i volti di coloro che, nel turbinio della vita moderna, mannaggia si dimenticano di fermarsi a dare qualche moneta a quel signore infreddolito all'angolo o che, per potersi permettere una vacanza come si deve -perchè chi lavora se lo merita!-, è costretto, diciamolo pure, a dover dire qualche bugia sui propri guadagni. Reato fiscale? No, adattamento. Dicono.
Consiglio numero cinque: il genitore possibilista. Da indossare con un figlio a fianco, ma non uno di quelli debosciati,tutto casa e scuola, che non dà mai problemi (ebbene sì, esistono anche loro). Per fare effetto, questa maschera necessita prima di un ragazzino pronto a bruciare la scuola -e non nel senso di non andarci, ma nel senso di affumicare il preside-, disposto a vendere l'orologio del nonno per farsi la nuova Psp, che vi renda orgogliosi nel mettere in atto le proprie capacità organizzative creando una vera e propria banda criminale, come quelle dei grandi! Il travestimento vostro farà il suo effetto quando vi troverete alla stazione di polizia a dover rispondere delle azioni del simpatico Gian Burrasca, che a forza di volere la “pappa” col pomodoro, ha macchiato di sangue qualche camicette di alcuni suoi compagni di classe. Potrete sfoderare tutta la vostra retorica e capacità di intrattenere gli agenti, con frasi come “non è colpa sua, l'hanno provocato”; “cosa volete che sia, sono giovani, commettono degli errori”; “a casa non si comporta così” e “ad educarli dovrebbe pensarci la scuola”. Se vi verranno spontanee, allora siete pronti per fare amicizia con tutte le altre maschere. Ovvero con tutto il resto del mondo.
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Sì sì, avete letto bene. Non è uno di quei soliti errori effettuati dal sottoscritto, dotato di una capacità di usare la tastiera pari a quella di Bruno Vespa di fare una puntata di "Porta a Porta" neutrale (oh, è anche di parte quando tratta l'argomento "I cani più belli del mondo").
Larry Page e Sergey Brin avevano 25 anni quando hanno fondato Google. Avranno pensato: tanto nessuno se lo filerà, diamogli un nome minchione (forse lo stesso che hanno pensato i genitori di Oceano Elkann, ma è tutta un'altra storia);
Dov'eravate lo scorso 19 gennaio? Fate mente locale, almeno voi, io c'ho provato ma l'unica giornata che mi è venuta in mente è stata quella in cui per la prima volta ho realizzato che a nessuno importa niente del tiramisù ma che lo si mangia solo per la crema al mascarpone.
Caro Barack Obama,
E tre. Ormai sto blogghino sta crescendo al ritmo della mia barba (chi mi vede tutti i giorni, può capire). Son tre-anni-tre -lo erano ieri, per l'esattezza-, signori miei, che la DiVita Commedia s'è insediata nelle vostre vite e , da allora, non ha più smesso di rompervi i maroni. Quando si dice: gli incontri fortuiti della vita.
Penso che la neve sia una delle cose più ambigue che la natura potesse regalarci. Bianca, candida, soffice, fa sorridere i più davanti alle finestre mentre la vedono scendere come un sipario a fine giornata, nel caldo rassicurante delle loro case, di una tazza di thè o di un abbraccio consolatorio.
Ovvero quando c'è un terremoto e sai che non devi uscire di casa, perchè tutti si fiondano fuori? Nel tentativo di cercare una risposta, a tutti l'augurio di un 2009...equilibrato!
Ho provato ad immaginare un Natale alla “Heroes”, con Peter Petrelli che cerca di salvare Santa Claus per salvare il mondo dall’egoismo che domina il resto dell’anno;
Perchè i bambini salutano sempre i treni? Bambini, non salutate i treni, non sono persone!