domenica, 15 febbraio 2009

n1467637905_211630_8182Proprio in questi giorni partirà l'annuale parata di maschere, clown ed imbonitori che una volta l'anno coinvolge l'Italia, volenti o nolenti. No, non parlo di Sanremo, bensì di Carnevale, quella simpatica festa dove ci si traveste, si fanno scherzi e si mangiano dolci. In pratica -e mi rivolgo ai più giovani-, quello che già avevamo in casa prima che iniziassero a romperci i maglioni con Halloween e “dolcetto o scherzetto” (a cui aggiungo una terza possibilità, a chi oserà farmelo in futuro: “sotto casa tua con una mazza ferrata t'aspetto”).

Ora, ogni anno assistiamo sempre alle solite maschere: non venitemi a dire che I bambini sono pieni di fantasia, perchè per me vedere un'onda di fate turchine e witch da una parte e di tartarughe ninja e pirati dall'altra ogni anno mi sa di tanto innovativo quanto i fondoschiena poggiati sulle poltrone del nostro Parlamento. Piuttosto diciamo le cose come stanno: siamo un popolo di pigri, abitudinari e dalla memoria corta al punto ci piace che i nostri figli continuino la tradizione. E via, allora, di mini Jack Sparrow e Trilline in giro perle città italiane a fiotti, che se Lapo Elkann se li trovasse sotto casa avrebbe seri dubbi sull'affermare di avere smesso di pippare.

So di avervi aperto gli occhi e che, se avete figli, vi starete vergognando di aver vestito così i vostri piccoli, ma voi non siete Fabrizio Corona, ed avete ancora una possibilità per redimervi: se leggerete attentamente le prossime righe, potreste trovare interessanti spunti per mascherare i vostri bimbi (e perchè no, anche voi stessi) ispirandovi ai personaggi più cool del momento. Leggete bene: “cool”, alla moda. Tranquilli, Malgioglio non lo tiro fuori dal cilindro, abbiate fede.

Consiglio numero uno: il cavaliere abbronzato. Per indossare questa maschera, serve qualche mese di anticipo, giusto il tempo per prenotare delle sedute in un centro estetico ed ottenere il colorito necessario che risalti appieno col completo “pantaloni di flanella + camicia sbottonata+ bandana bianchi” che vi sarete procurati rigorosamente durante uno dei vostri incontri con un capo di governo straniero. Da non dimenticare I rigorosi tacchi a spillo (rinunciate a questa maschera se siete alti più di un metro e 60: non sareste credibili). Importante, se volete che la gente rimanga di stucco nel vedervi, è il farvi circondare da amici poco raccomandabili e giornalisti ossequiosi nei vostri confronti, avere un manipolo di gnocche da passarvi tra le mani come fisches (non importa che siano intelligenti: le ministre possono permettersi questo lusso) ed una serie di battute memorabili ed anche offensive al punto giusto -ovvero offensive e basta-. Sì, a sentirvi parlare rimarranno tutti di stucco.

Consiglio numero due: la concorrente ex scioperante. Prendete una buona causa su cui battere chiodo (un posto di lavoro a rischio, dei tagli alle spese pubbliche, ma anche la cancellazione di “Vivere” o l'introduzione dei gratta e vinci da 5 euro), e protestate finchè i media non si accorgano di voi. A quel punto, buttate via la corda che avevate precedentemente indossato al collo come simpatico accessorio ed iniziate ad esprimere vagamente il vostro interesse per il mondo dello spettacolo. Attenzione: non si deve notare che calcare il palcoscenico del Bagaglino in tanga seguendo la coreografia dell'ultimo brano di Pamela Prati sia sempre stato il vostro sogno, lasciate che siano gli altri a dirvi come sareste bene come opinionisti sulla cadute delle foglie in autunno e sul caldo d'estate. Ecco, a quel punto dovreste essere pronti per far parte di un reality e, se avrete giocato bene le vostre carte, la vostra maschera di protestante socialmente coinvolta aderirà così perfettamente alla vostra pelle che nessuno si accorgerà di cosa siete realmente.

Consiglio numero tre: il ficcanaso nerd. Adatto a chi lavora tanto ed ha poco tempo per impegnarsi in travestimenti elaborati. Allora: prendete un computer, andate su Facebook, iscrivetevi, fate amicizia con più persone possibili, iscrivetevi ai gruppi più strani (“amici della porchetta” e “fan dei vetri oscuranti” possono andare bene) e pubblicate qualche foto di voi mentre vi ubriacate ad una festa dei coscritti o mentre siete orgogliosamente a pesca sul fiume Po in secca. F-fatto? Bene. Ora iniziate a leggere gli status degli altri, sbirciate i gruppi a cui appartengono, le info e spulciate ogni possibile album esistente nelle loro schede. Ora siete pronti per a) fare della gradevole conversazione su come abbia potuto il vostro cugino di terzo grado scrivere un giorno che stava al verde ed un altro che quei 50 eurazzi spesi al sushi ne valevano davvero la pena;  b) indicare ad un'eventuale festa chiunque abbia dato il meglio di sè in circostanze non proprio sobrie; c) sputtanare ogni cosa si muova nell'arco di 50 metri in quanto “ho visto cosa hai messo su Facebook!”. La controindicazione di questa maschera sta nel rischio di passare, a lungo andare, per un fancazzista che oltre che migliorare il proprio punteggio a Geo Challenge e inviare grappe in dono ai propri amici nella sua vita combina poco. Ma volete mettere col figurone che farete con gli amici?

Consiglio numero quattro: il moralizzatore. Vi riempirà d'orgoglio travestirvi così. Basta che iniziate ad indignarvi su qualsiasi cosa “amorale” vediate in giro: una madre allatta un bambino e fa intravedere un capezzolo? Osceno!

Tra amici a qualcuno scappa una parolaccia e gli altri si mettono a ridere? Il primo passo verso la droga e la perdizione!

Venite a conoscenza di gente che ruba per avere qualcosa da mettere sotto ai denti? Devono essere consegnati alla giustizia, così che venga sfamata la vostra di fame, la fame di senso civico!

Due ragazzi si baciano? Salutate I vostri cari: è giunta l'apocalisse.

Questa maschera metterà particolarmente in risalto i volti di coloro che, nel turbinio della vita moderna, mannaggia si dimenticano di fermarsi a dare qualche moneta a quel signore infreddolito all'angolo o che, per potersi permettere una vacanza come si deve -perchè chi lavora se lo merita!-, è costretto, diciamolo pure, a dover dire qualche bugia sui propri guadagni. Reato fiscale? No, adattamento. Dicono.

Consiglio numero cinque: il genitore possibilista. Da indossare con un figlio a fianco, ma non uno di quelli debosciati,tutto casa e scuola, che non dà mai problemi (ebbene sì, esistono anche loro). Per fare effetto, questa maschera necessita prima di un ragazzino pronto a bruciare la scuola -e non nel senso di non andarci, ma nel senso di affumicare il preside-, disposto a vendere l'orologio del nonno per farsi la nuova Psp, che vi renda orgogliosi nel mettere in atto le proprie capacità organizzative creando una vera e propria banda criminale, come quelle dei grandi! Il travestimento vostro farà il suo effetto quando vi troverete alla stazione di polizia a dover rispondere delle azioni del simpatico Gian Burrasca, che a forza di volere la “pappa” col pomodoro, ha macchiato di sangue qualche camicette di alcuni suoi compagni di classe. Potrete sfoderare tutta la vostra retorica e capacità di intrattenere gli agenti, con frasi come “non è colpa sua, l'hanno provocato”; “cosa volete che sia, sono giovani, commettono degli errori”; “a casa non si comporta così” e “ad educarli dovrebbe pensarci la scuola”. Se vi verranno spontanee, allora siete pronti per fare amicizia con tutte le altre maschere. Ovvero con tutto il resto del mondo.

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martedì, 03 febbraio 2009
CatturaSì sì, avete letto bene. Non è uno di quei soliti errori effettuati dal sottoscritto, dotato di una capacità di usare la tastiera pari a quella di Bruno Vespa di fare una puntata di "Porta a Porta" neutrale (oh, è anche di parte quando tratta l'argomento "I cani più belli del mondo").

Girovagando per la rete, mi sono imbattuto in questo banner pubblicitario alquanto insolito, per lo meno per lo slogan usato: prima di scrivere il post mi sono bene informato che la parola "comatti" non sia un termine gergale dei giocatori di carte alla Yughi-Oh. Quindi, ho iniziato a pensare al significato del verbo "Comattare":

-diventare matto insieme a qualcuno (derivato dall'aggettivo "matto" a cui si aggiunge il prefisso "co", ovvero "con");
-utilizzare in una qualche maniera nota solo a pochi eletti il computer (da cui l'espressione "Devo comattare il pc stasera, mi ci vorranno ora da quanta roba c'ho dentro");
-comunicare ad atti: "com-att-are" (lo so, è pietosa).

Signori, potremmo essere di fronte ad un giorno storico, il giorno in cui la lingu italiana, non contenta di verbi come "tergiversare", "augello" e "farfugliare", se ne accolla un altro: VOCE DEL VERBO COMATTARE.

Le future generazioni si ritroveranno a studiare le sue declinazioni come noi ora studiamo quelle del congiuntivo del verbo essere, dimenticandole prontamente un'ora dopo davanti a tv, pane e nutella ed una puntata di "Holly e Benji".

Entrerà nei modi di dire più usati del futuro: chi non avrà mai detto "Se non comatti in compagnia, sei un ladro o una spia", "Chi comatte a capodanno, comatte tutto l'anno", "Hai voluto la bicicletta? Ora comatti"?

Questi, miei cari amici, potrebbe essere un giorno storico per la nostra lingua.
Se ci va male, ci siamo fatti una risata grazie ad un pirla che, pur lavorando per realizzare pubblicità web, non sa usare la tastiera.
Ergo, c'è una speranza per tutti.
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lunedì, 02 febbraio 2009
einstein_babyLarry Page e Sergey Brin avevano 25 anni quando hanno fondato Google. Avranno pensato: tanto nessuno se lo filerà, diamogli un nome minchione (forse lo stesso che hanno pensato i genitori di Oceano Elkann, ma è tutta un'altra storia);

Tom Anderson aveva 28 anni quando con Chris DeWolfe crea MySpace. Ancora non sapevano che di lì a poco avrebbero creato un'arma a doppio taglio: i dARI si sono fatti conoscere tramite MySpace. Poggiate i forconi da caccia alle streghe, non ho ancora finito.

Matthew Stephens aveva 15 anni -e ripeto: 15 anni- quando ha collaborato alla realizzazione di Deviantart. Che non è un sito per artisti deviati come suggerirebbe il nome, ma un sito per artisti e basta. Vabbè che poi potrei farci una pagina anche io che di artistico mi è rimasto l'album Fabriano delle medie. Diciamo che è un sito, ok?

Mark Zuckerberg aveva 19 anni quando ha lanciato Facebook. Ringraziamo tutti Mark per averci fatto perdere davanti al computer quel paio di diottrie che non riavremo mai più, e tutto per sapere cosa sta facendo in questo o in quel momento il nostro ex compagno di classe e sbirciare le foto del mare del cugino dell'amica del collega di lavoro di nostra sorella: graaaaaaazie Mark!

Chad Hurley, Steve Chen e Jawed Karim avevano rispettivamente 28, 27 e 26 anni quando hanno aperto Youtube. Ed i loro 35 conti in banca.

Pierre Omidyar aveva 28 anni quando in un caldo pomeriggio estivo, quelli in cui neanche le repliche della D'Eusanio bastano a farti capire quanto ti annoi, apriva un sitarello da poche pretese, così, per cazzeggio. Era E-Bay.

Tutto questo per dire: io, a 24 anni, l'unica cosa che posso dire di aver scoperto sono le patatine classiche nel sacchetto con un po' di Aromat e succo di limone (assaggiate prima di giudicare. Poi direte che fa schifo e che sono un ragazzo interrotto, ma almeno avrete assaggiato). Che dite, devo svegliarmi?

Meno male che ad abbassare la media c'è Anna Tatangelo, ovvero “come avere 22 anni e dimostrarne 41, con tanto di lifting facciale, un repertorio musicale che suona vecchio anche a MIlva e un fidanzato 60enne”.

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domenica, 25 gennaio 2009

emoticon-sadDov'eravate lo scorso 19 gennaio? Fate mente locale, almeno voi, io c'ho provato ma l'unica giornata che mi è venuta in mente è stata quella in cui per la prima volta ho realizzato che a nessuno importa niente del tiramisù ma che lo si mangia solo per la crema al mascarpone.

Il 19 gennaio, secondo alcuni espertissimi le cui priorità sembrano essere, a 'sto punto, la scoperta di cosa si celi dietro il mistero dei nei di Bruno Vespa, è stata la giornata più triste dell'anno. Non ha più bisogno, quindi, di giustificare con assurde scuse quei tagli che vi siete fatti in zona polso: basterà dire “era il 19 gennaio” e potrete tornare a bere il vostro assenzio corretto all'arsenico come se nulla fosse.

Io ci credo poco a questa cosa. Se uno il 19 gennaio, ad esempio si fosse laureato? Dovrebbe essere felice. Però, in effetti, trovare un lavoro oggi è difficile, il rischio disoccupazione è alto e la precarietà sta al picco...Meglio cambiare esempio.

Se uno il 19 gennaio avesse vinto alla lotteria? Certo, tutti verrebbero a lui solo per avere un parte della vincita, oppure non potrebbe dire nulla a nessuno per evitare che ciò avvenga ma alla fine si ritroverebbe solo ed un mucchio di soldi da dover spendere di nascosto, senza dare nell'occhio, e sarebbe così per sempre...Neanche quest'esempio vale.

Ci sono. E se uno il 19 gennaio si fosse sposato?

Ok, ci rinuncio.

La depressione -o i cosiddetti “imbuti”...Ne parlerò, tranquilli: condividerò la mia pazzia con voi- ti colpisce sempre, a volte più a volte meno, infischiandosene di calcoli sui mesi che ti separano dalle vacanze, il clima, l'economia e via dicendo. Volete capire se siete in fase depressiva? Facile. Ecco i 10 sintomi che vi faranno rendere conto che state diventando allegri e simpatici come Marco Masini nella sua fase “Vaffanculo” e “Bella stronza”:


10-Vedete sempre tutto grigio. Anche dopo esservi tolti i vostri Ray-Ban con gradazione color pantegana;

9-Non volete fare nessuna nuova conoscenza: il postino appena arrivato ormai gira con una montagnola di pacchi e raccomandate a cui s'è praticamente affezionato;

8-Siete così poco lucidi che pur di intraprendere una terapia d'urto vi vedreste tutti i “Natale a...” dei Vanzina senza interruzioni. Perchè, per risalire, il fonda bisogna toccarlo;

7-Avete sempre così tanto sonno, ma così tanto sonno che non serve nemmeno che faccio una battuta a 'sto punto perchè come minimo vi siete già addormentati alla riga sopra.

6-Non vi fate più sentire coi vecchi amici. Questo non vuol dire che un tostapane, una pantofola mangiucchiata dal vostro cane, delle pile scariche e l'ultimo numero di “Di Più Tv” possano esserne dei degni sostituti.

5-Ogni parola che vi esce di bocca rimanda a pensieri suicidi: “lametta”, “addio”, “farla finita”, “vita senza senso”, “se Raffaella Fico è in tv è per la sua professionalità” e “Calderoli sa il fatto suo”.

4-Quando Barack Obama ha pronunciato il giuramento a Washington, l'unico pensiero che vi è venuto in mente è stato “Chissà quanto dura questo”.

3-Non fate caso a quello che indossate ed in che occasione lo indossate, come giustamente vi ha fatto notare il parroco dicendovi che non potete occupare tutta una fila in chiesa perchè il vostro costume da Batman, ad ali spiegate, non può essere ridimensionato.

2-Avete letto questo post. Ed avete riso.

1-Siete così sotto stress che perdere continuamente capelli. Anche quelli della parrucca.

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mercoledì, 21 gennaio 2009

2505395595_64c77c077fCaro Barack Obama,

probabilmente non leggerai mai queste mie righe. Hai più occhi puntati addosso della tettona del “Grande Fratello” (forse), e se ti beccano a spulciare anonimi blog, ci vuole poco che richiamano Bush, che tra l'altro quando gli hanno detto che sarebbe andato a Dallas ha risposto “Ma non era terminato anni fa?”.

Ti aspettano grandi sfide, caro Barry, molte aspettative devono ora diventare realtà, e devi dimostrare che il mondo lo sai cambiare davvero. La prima prova, però, non ti è andata molto bene: mentre facevi il giuramento, “La vita in diretta” ha continuato ad andare in onda imperterrita: eri sullo sfondo mentre Lamberto Sposini ed Eleonora Daniele parlavano dell'importanza dei punti neri nei rapporti di coppia.

A proposito di coppie: perchè tua moglie Michelle ha dovuto lasciare il lavoro che svolgeva e che le faceva guadagnare molto più di te quando hai deciso di candidarti per la presidenza? Con tutta 'sta parità che hai tirato giustamente in ballo, a me non è sembrato giusto. L'avrei capito, almeno, se Michelle avesse continuato a vestirsi in maniera normale, e non da Ferrero Rochet, come oggi (questa è di Claudio, che ringrazio).

Ah, per la cronaca: qui da noi -per la precisione su La7- hanno dibattuto fino a pochi minuti prima del tuo giuramento su come Michelle fosse vestita, sopratutto su come stonasse “quella borsetta rossa che ha tenuto tra le mani tutto il tempo”. C'è voluto un po' perchè capissero che era la Bibbia su cui giurò Lincon.

In Italia, anche questo è possibile. Spero tu non te la sia presa per quella battuta sull' “alto, giovane ed abbronzato”. Non siamo tutto così. Non siamo tutti bassi e pelati. E qualcuno di noi ragiona anche con la testa e non coi conflitti d'interesse, pensa un po'.

Quindi, non farti prendere dallo sconforto e non darti allo sbiancante: l'ultimo che ha provato a cambiare colore di pelle ora non può levarsi la mascherina dalla bocca nemmeno per lavarsi I denti. E, sinceramente, non penso che sia rassicurante vederti fare i discorsi alla nazione cercando di cantare “Thriller” come una volta.

Mi sa che ho fatto un po' di confusione.

Comunque, ora che sei l'uomo più potente del mondo, cerca di mettere fine ai veri mali della società: impedisci che vengano realizzati altri film della serie “Tante storie”, che di storie del falegname vedovo che cerca l'amore vero nell'imprenditrice senza scrupoli che però s'innamora ma lo tradisce col castoro del vicino di casa ne abbiamo abbastanza.

Pensa alle prossime generazioni ed alla loro istruzione: fa che questa sia sicura e garantita. In poche parole, rinforza i banchi delle elementari perchè,se andiamo avanti a fast food e cibo al microonde, le prossime generazioni saranno più obese dei figli in provetta di Ferrara e Galeazzi.

Attento al terrorismo: se su Facebook incontri un certo Osama, non crederci che è solo il fondatore del gruppo “sei gradi di separazione-l'esperimento talebano”.

Cura il sistema sanitario: no, non ti chiedo di mettere un Dr.House in ogni ospedale, ma fare in modo che ogni singolo essere umano possa entrarci senza che gli si guardi dentro al portafoglio sarebbe già un gran passo.

Non ti chiedo di risolvere la crisi, ma almeno cerca di risparmiare anche tu. Voglio dire, un Lidl ci sarà anche lì a Washington, no? E per i nuovi mobili da portare alla Casa Bianca: lo so che avrai da fare d'ora in poi, ma un salto all'Ikea domenica dai che ce la fai a farlo.

Ho sentito che adesso ti verrà consegnata una valigetta in cui troverai dei bottoni attraverso cui, semplicemente premendoli, potrai far esplodere tutto, ma proprio tutto, anche il camerino di Francesco Facchinetti. Ecco, se magari una volta ogni tanto si pensasse a costruire invece che a distruggere, forse un passo avanti lo si fa. Se poi proprio senti l'impulso irrefrenabile di premere uno di quei bottoni, pazienza. Faremo a meno di Facchinetti.

E quando verrai in Italia, evita per favore di ripetere “Yes, we can”: da noi l'inglese lo si conosce poco, e potremmo capire “Yes, weekend”. Il che non è bello, se la città si svuota di mercoledì perchè tutti pensano sia sabato. E solo perchè l'hai detto tu.

Già, abbiamo grandi speranze grazie a te. Ora che farai? Manterrai le promesse, scenderai a compromessi, emulerai I tuoi predecessori invitando ad un colloquio molto ravvicinato quella stagista che ti ha fatto gli occhi dolci o strozzandoti con un pezzo di chili mentre guardi il Superbowl? Ce ne sarebbe di raccomandazioni da farti, Barack che non sei altro, ma tanto queste righe non avrai mai il tempo di leggerle. O almeno spero.

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lunedì, 12 gennaio 2009
Tre

tre scimmiette omertoseE tre. Ormai sto blogghino sta crescendo al ritmo della mia barba (chi mi vede tutti i giorni, può capire). Son tre-anni-tre -lo erano ieri, per l'esattezza-, signori miei, che la DiVita Commedia s'è insediata nelle vostre vite e , da allora, non ha più smesso di rompervi i maroni. Quando si dice: gli incontri fortuiti della vita.

Son tanto tre anni, già: si cresce, si impara, si sbaglia, si impara che non è tutto oro quello che luccica ma che se lo spacci bene al Mercatino dell'usato una bella 100 euro ce la rimedi. Tante cose s'imparano. Io cos'ho imparato? Che non si smette di imparare mai, ovviamente.

Volenti o nolenti un altro anno è arrivato (2008 bisesto di merda, che il vento ti disperda!), e noi siamo qui, pronti con le nostre valigie cariche di aspettative ed i nostri zaini Invicta pieni zeppi di speranze, illusioni, buoni propositi, panini col prosciutto e patatine SanCarlo da sgranocchiare durante il viaggio.

Io, ad inizio anno, non mi metto a dieta come la maggior parte della gente che s'è frantumata l'arcata dentaria superiore a suon di torroni e poi si lamenta dei rotoloni Regina sui fianchi. Io inizio facendomi domande, tanto per tenermi allenato e portarmi avanti. E per avere una distrazione dai torroni. Accomodatevi, dunque, e non abbiate paura di lasciare qualche briciola in giro ^_^

1-Barack Obama diventa Presidente degli Stati Uniti. Evviva, il cambiamento è nell'aria. Ci sarà un bella corrente dall'America che la porterà da noi, quell'aria? Perchè, sinceramente, di battute sponsorizzate dal solarium “O' sole mio” di Arcore non ne posso più.

2- Hanno inaugurato l'alta velocita, che si candida ad essere la nemica numero uno degli aerei. La sfida è aperta: chi farà più ritardo?

E soprattutto, con quali disagi?

Stare fermi in piena pianura padana per 16 ore?

Non avere rifornimenti di acqua in pieno agosto?

Trovarsi nello stesso vagone con la Moratti? Non vorrei essere nei panni dei pendolari. Si dice che la Moratti beva un sacco.

3-Riusciremo a fare una bella colletta per far aggiustare gli occhi della Carfagna? Insomma, neanche i disegnatori dei Simpson riuscirebbero a fare degli occhi così nella migliore delle puntate. Io propongo un “CarfagnaThon”, con gente del calibro di Anna Moroni, Mariano Apicella ed il gattino Virgola implorare la gente di inviare un sms, un fax, un francobollo pur di trovare qualcuno che dia alla Ministra delle pari opportunità il numero di un chirurgo. Che però ci sappia fare, stavolta.

4-Quanto ci vorrà perchè i due protagonisti della nuova pubblicità dell' Ariosto vengano messi al rogo, ovviamente conditi abbondantemente con “Ariosto insapora carni umane?” Io penso poco: si sono mai visti due che mentre condiscono due ali di pollo sorridono e si muovono per la cucina come dei Teletubbies?

5-C'è crisi. Dapperutto, si dice così. Ecco, qualcuno avrà le palle di dirlo a tutti quelli che vanno per negozi a spendere 200 euro per un paio di guanti che “tanto sono in saldi, non potevo rinunciarci”? L'unico che si salva in quest'ondata di salvacrisi è l'Emilione Fede nazionale: se non facesse già una sit-com per conto suo sulla bella Italia, lo contatterei per iniziare a scrivere qualcosa insieme a lui.

6-E' esplosa la mania di Facebook. Anche gente insospettabile, come Zichici, Qui, quo, qua e la tata di “Casa Vianello” hanno una loro pagina. Quando scopriremo che il vero motivo della crisi di cui sopra non è tanto il crollo finanziario quanto il fatto che chi doveva controllare l'andamento delle azioni stava “diventando ora fan” dello sciacquone del cesso a muro?

7-Arriva il maestro unico. Sono contento. No sul serio. Sia perchè ad avere quest'idea è stata una bresciana, come il sottoscritto (non si dica poi che siamo tutti scaltri ed intelligenti, ora ne avete due prove), sia perchè col maestro unico e le nuove tasse scolastiche sta per essere introdotto anche lo studente unico. Nel senso che sarà solo uno che potrà permettersi di andare a scuola.

8-”Gomorra” fa bene o male all'immagine dell'Italia? Perchè c'è chi, invece di inorridire di fronte alla situazione raccontata da Saviano e si rimbocca le maniche per portare ad un vero cambiamento, si mette a disquisire sull'importanza o meno che libro e film possano avere sull'immagine internazionale del nostro Paese. Il profilo tipo di chi sostiene che “Gomorra” faccia male all'Italia è questo: non ha letto il libro nè visto il film.

9-La salveremo o no questa Terra dall'inquinamento? Abbiamo capito la scomoda verità, ci hanno rotto i timpani al Live Heart, ci hanno bombardato di reality per farci capire l'importanza del riciclaggio. Ma tutti dicono la stessa cosa: “se non lo fanno gli altri, perchè dovrei iniziare io”. E' questione di dare il buon esempio. E ora scusate, devo andare a svuotare per bene il flacone di plastica del detersivo nel fiume per riempirlo di carta e risparmiare spazio.

10-Continuerà la fuga dei cervelli dei giovani laureati italiani all'estero? Temo di sì, e vi dirò di più: arriverà il giorno in cui i cervelli saranno tutti fuggiti, ed a scappare saranno altre parti del corpo. Preparatevi, quindi alla fuga dei pancreas, delle scapole, degli alluci valghi e dei duodeni. I coglioni, invece, restano tutti. Ahimè.

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domenica, 04 gennaio 2009

300px-FiocchiDiNeveWilsonBentleyPenso che la neve sia una delle cose più ambigue che la natura potesse regalarci. Bianca, candida, soffice, fa sorridere i più davanti alle finestre mentre la vedono scendere come un sipario a fine giornata, nel caldo rassicurante delle loro case, di una tazza di thè o di un abbraccio consolatorio.

Lenta, inaspettata, capace di mascherare le cose che conosciamo dando loro un aspetto surreale ed inedito: questo è per me, la neve.

Anche quando ero piccolo, rimanevo sempre incantato davanti alla finestra ad osservare come ogni singolo fiocco scendeva separato dagli altri, mente tutti insieme si ammassavano su tetti, balconi, strade. Una bianca invasione alla quale non possiamo fare altro che restare inermi, e guardare, ed aspettare che smetta.

Il suono della neve mi ha sempre inquietato. Quel lieve, quasi impercettibile rumore che viene spesso coperto dai nostri stessi pensieri che fa la neve quando scende e si accascia un fiocco sull'altro. Prima uno, poi un altro, poi un altro ancora.

E nel vederla scendere, tutta unita nelle nostre menti ma ancora separata e falsamente indistinguibile, io mi sento inerme, incapace di dare risposta alle mie domande o di fare qualcosa che possa farmi sentire più sicuro. Lei scende, ed io non la guardo. La ascolto.

La ascolto cambiare il paesaggio, darti l'impressione di aver fatto un viaggio verso un'altra terra lontana, la ascolto mentre parla, scende, senza neanche sapere lei dove andrà a finire. Che sia un marciapiede, il tetto di un'auto, la lingua di un bambino che la vuole assaggiare per sentirne il sapore, non il suono. Ed io la sento, ma non riesco a capire cosa mi dice: mi parla, comunica, come se ogni fiocco fosse una lettera diversa ed il suo poggiarsi sulla mia mano o sulle mie scarpe provocasse il suono di parole che dovrei riconoscere, ma non riesco.

Il giorno dopo arriva il sole, o la pioggia, che se la porta via, le neve ed il suo rumore, ne cancellano il bianco ridando alle cose il loro colore naturale, e tutto torna come prima. E quelle parole, che tanto ho cercato di decifrare quella sera, o quel pomeriggio, dalla mia stanza, da dentro una macchina, lasciano il posto a parole di cui capisco il senso ma che forse non mi servono più. Fino a quando non tornerà a farsi sentire, la neve, ed io sarò ancora incapace di capirla.

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giovedì, 01 gennaio 2009

untitledOvvero quando c'è un terremoto e sai che non devi uscire di casa, perchè tutti si fiondano fuori? Nel tentativo di cercare una risposta, a tutti l'augurio di un 2009...equilibrato!

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giovedì, 25 dicembre 2008

007gp0k6xj6Ho provato ad immaginare un Natale alla “Heroes”, con Peter Petrelli che cerca di salvare Santa Claus per salvare il mondo dall’egoismo che domina il resto dell’anno;

ho provato ad immaginare un Natale alla “Ncis”, con l’Unità anticrimine al lavoro anche nei giorni di festa e pronta a fare sempre una battuta che allenti la tensione, così come dovrebbe essere nella vita di tutti i giorni;

ho provato ad immaginare un Natale alla “House”: Gregory vestito di rossoe con la barba finta solo per stanare, tra i tanti pacchi, quello che secondo lui contiene qualche sostanza tossica su cui ha messo mano questo “fantomatico” (direbbe lui) Babbo Natale, perché, alla fine, essere più buoni va bene, ma essere ingenui no;

ho provato ad immaginare un Natale alla “24”, dove Jack Bauer avrebbe solo un giorno a disposizione per fare tutti i regali (se poi quelle 24 ore sono della vigilia, è spacciato), per poi ricordarsi all’ultimo minuto che Natale non vuol dire solo questo;

ho provato ad immaginare un Natale alla “C.S.I.”, sempre alla ricerca delle prove schiaccianti e della verità, senza mai mollare;

ho provato ad immaginare un Natale alla “Desperate housewives”, pieno di lusso ma anche di ansie, e forse non basta la maniacalità di Bree per mettere tutto a posto;

ho provato ad immaginare un Natale alla “Happy Days”, con Fonzie che fa un po’ meno il duro e mette al jukebox un bel “Jingle bells”;

ho provato ad immaginare un Natale alla “Lost”, con Ben che cerca di convincere gli Oceanic Six che il mostro dell’isola non è altro che un bambino che è stato cattivo l’anno passato e che non riceverà nessun regalo;

ho provato ad immaginare un Natale alla “Ugly Betty”, dove, una volta per tutte, ci si accorge che l’apparenza alla fine stanca e che la vera bellezza sta nella sostanza;

ho provato ad immaginare un Natale alla “Brothers and sisters”, con i Walker che si scambiano i regali sapendo già cosa ci troveranno dentro, perchè tra Kitty, Kevin, Nora e gli altri si sono spifferati tutti a vicenda;

ho provato ad immaginare una Natale alla "Simpson", subito smontato da Bart: “Fammi il favore. C'è un solo ciccione qui che porta i regali e non si chiama Babbo Natale” (ma avevo poco da immaginare, visto che la citazione è vera).

(queste parole -eccetto alcune- sono di un anno fa, ma l'avevo solo inviata via mail e non a tutti...Quindi, perchè non riciclarle, con la crisi che incombe...Auguri!)

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martedì, 23 dicembre 2008

pacco-regaloPerchè i bambini salutano sempre i treni? Bambini, non salutate i treni, non sono persone!

Perchè ogni Natale, quando esce il Cinepanettone, tutti quelli che senti dicono “Per carità” e poi incassa il triplo di quanto è costato?

Perchè a volte sono molto più in sintonia coi cani che con gli esseri umani?

Perchè c'era più attesa per l'arrivo di Beckham e Posh Pirla al seguito questa settimana piuttosto che per l'arrivo di Gesù Bambino?

Perchè ci convinciamo di una cosa e poi facciamo l'esatto contrario?

Perchè nessuno riesce ad immaginarmi cattivo? E che cacchio, l'aureola mi esce solo in foto!

Perchè so già che domani mattina col cavolo che mi alzo quando la sveglia suona e manco se ne metto due (cosa che farò per avere la coscienza parzialmente a posto) mi accorgo che ridendo e scherzando si fanno le 11 (e lo capisco dalla sigla di “Forum” che viene dalla tv in cucina)?

Perchè a Natale siamo tutti più buoni e quando al tg del 25 parlano dell'ennesima guerra abbassiamo il volume e chiediamo altra pasta al forno?

Perchè le leggi di Murphy, per quanto stupide, hanno sempre dannatamente ragione? Che la verità risieda nell'ignoranza (allora io sarei un'Oracolo. Inchinatevi tutti davanti all'Oracolo Paolino: orari di apertura lun-ven dalle 9 alle 17, orario continuato. Ogni 3 consulenze una scarpa da lanciarmi addosso è gratis)?

Perchè la meritocrazia è diventata ormai pezzo d'antiquariato?

Perchè continuate ad ostinarvi a concludere i “ciao” ed i “no” con le u? Che forse dire “Ciau” e “nu” serve a snellire il giro vita o ad allenare un emisfero in particolare del cervello (magari quello per le minchiate)?

Perchè i negramaro hanno sempre una canzone giusta per il momento giusto? Mi spiano? E' forse Giuliano Sangiorgi quel sibilo che sento in camera (pensavo fosse il termosifone da sfiatare)?

Perchè la canzone di Natale di Irene Grandi mi ricorda nella melodia la colonna sonora di un porno Anni '70?

Io non lo so, ma intanto addobbo tutto quanto.

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